Poste Italiane i motivi per cui in Borsa è stato definito un flop?

Poste Italiane i motivi per cui in Borsa è stato definito un flop?

November 20, 2015 0 By Sylvia Allegri

A distanza di circa 30 giorni dalla quotazione in borsa possiamo fare il punto della situazione e capire, insieme agli amici di Forex Notizie, quali sono stati i motivi di questo debutto piuttosto deludente.

Per farlo, prima di tutto, bisogna analizzare i fatti: 15/20 giorni prima della Opv (ovvero dell’offerta pubblica di vendita), tutte le principali emittenti televisive hanno promosso in grande il debutto nel mercato borsistico di Poste Italiane, ma purtroppo le informazioni, sono state fin dal primo minuto piuttosto scarse: i risparmiatori non sapevano il prezzo delle azioni (l’unica informazione fornita era un minimo ed un massimo all’interno del quale il prezzo si sarebbe aggirato, ovvero fra i sei ed i sette euro e mezzo, con una differenza del 25% circa).

Gli investitori più importanti, ovveo gli investitori istituzionali (e rientrano in questa categorie le Banche, le Assicurazioni ed i Fondi Comuni) potevano invece fissare un limite oltre il quale non comprare queste azioni (ed anche qua i dubbi hanno frenato l’interesse e il buon esordio del gruppo nel mercato borsistico).

Per completare il quadro ci sono altri due fattori che hanno influito sicuramente in maniera negativa, ovvero:

  • Il prezzo: fissato a 6.75 € per azione. E’ stato sicuramente un prezzo che non ha soddisfatto le aspettative dei principali investitori (ovvero degli investitori istituzionali), con la conseguenza che nei primi giorni, le quotazioni erano piuttosto in perdita.
  • Le condizioni ai dipendenti: pur di far sottoscrivere ai dipendenti di Poste Italiane azioni durante la quotazione si è pensato di attingere direttamente dal Tfr (ovvero dal Trattamento di fine rapporto), il che è piuttosto rischioso in quanto ricordiamo che il mercato borsistico e finanziario è un mercato altamente rischioso e speculativo (ovvero comporta un elevato livello di rischio e si può perdere anche tutto il capitale investito).

Se l’esordio è stato piuttosto negativo, a novembre si sono invece registrati i primi dati positivi per Poste Italiane che, proprio sul mercato borsistico ha guadagnato il 10 Novembre il 2.76% (facendo tornare le azioni a 6,695 €): a seguito della pubblicazione degli ultimi dati sulla raccolta del 2015 (raddoppiato l’utile nei primi nove mesi dell’anno), i dati stanno riprendendo la loro salita (al 20 Novembre la quotazione è di 6,7900 euro).

Dopo le notizie positive e gli ultimi dati dunque cosa c’è da aspettarsi per fine anno? Lo vedremo con le prossime news che verranno pubblicate sicuramente online dal gruppo Poste Italiane ed a gennaio con i dati sull’ultimo trimestre del 2015, restate sintonizzati.