Ingegneria biomedica: sbocchi professionali ed opportunità

Ingegneria biomedica: sbocchi professionali ed opportunità

November 2, 2017 0 By Sylvia Allegri

Oggi, in un momento in cui la crisi dell’occupazione si fa sentire, sono sempre di più i ragazzi che scelgono facoltà universitarie per cercare di garantirsi un futuro. C’è chi sceglie di seguire le proprie inclinazioni umanistiche, dirigendosi verso studi letterari, chi decide di voler affrontare medicina o altre professioni sanitarie, e chi cerca una formazione tecnica nelle tantissime branche dell’ingegneria.

Tra tutte le facoltà, ingegneria è forse quella che offre più chance, grazie ad un’offerta formativa abbastanza ampia. I corsi di laurea ad indirizzo ingegneristico spaziano dall’edilizia alla chimica.

In quest’ultimo campo vi è quello dell’ingegneria biomedica. Si tratta di studi universitari abbastanza specializzati, che basano tutto il percorso didattico sull’uso delle tecnologie, anche se non sempre poi la pratica segue di pari passo gli insegnamenti teorici.  L’ingegneria biomedica coniuga chimica, fisica e biologia con l’ambito quindi tecnologico e scientifico dei contesti ospedalieri ed industriali. Permette di avere numerosi sbocchi lavorativi, alcuni dei quali neanche ci aspetteremmo.

L’innovazione è all’ordine del giorno nel campo dell’ingegneria biomedica. Grazie all’applicazione di materie come chimica, fisica, ma anche biologia e neurofisiologia, lo studente che esce da questa facoltà acquisisce delle competenze che gli permettono di lavorare in svariati contesti lavorativi. A seconda del percorso formativo, il neolaureato può trovare ciò che per lui è più adatto.

Sono moltissimi gli incarichi che un ingegnere biomedico può assumere, a partire dalla libera professione e all’attività di consulenza. In alternativa, un’altra opzione per un ingegnere in possesso di abilitazione e iscrizione all’Ordine Professionale, potrebbe essere lavorare all’interno di aziende sanitarie di tipo pubblico, o privato. L’abilitazione infatti permette di avere i requisiti per certificare eventuali documentazioni.

Un ingegnere biomedico può anche occuparsi del settore farmaceutico, lavorando nelle industrie che producono macchine e sistemi per la diagnostica, oltre che gli apparecchi per la riabilitazione. Ancora, un altro sbocco lavorativo potrebbe essere quello dei centri di ricerca, dove vengono studiate nuove tecniche scientifiche per l’analisi di laboratorio.

È molto importante quindi capire fin da subito quale dei tantissimi sbocchi è il più adatto alla propria personalità, oltre che al proprio interesse. Ciò nonostante, a volte i primi incarichi servono ad indirizzare il neolaureato verso una direzione più o meno precisa. Non è facile trovare fin da subito un lavoro che soddisfa al cento per cento le proprie aspettative.

Soprattutto in un campo così vasto come quello dell’ingegneria biomedica, sperimentare varie direzioni può aiutare a trovare la propria strada. Per i primi tempi sarà necessario un periodo di tirocinio o stage, poiché bisognerà imparare nella pratica come si applicano tutte le nozioni studiate durante l’università.

L’importante è non lasciarsi andare e demoralizzarsi se la ricerca del lavoro può sembrare troppo ardua. Purtroppo in questo momento di crisi del mercato del lavoro, non è semplice trovare subito ciò che si preferisce. Ad ogni modo, sperimentare può comunque rappresentare un’ottima opportunità di orientamento. Se si lavora già, un’alternativa per conseguire una laurea sono le università telematiche, in particolare, consultare i corsi di ingegneria biomedica a Bari.